bizzari comportamenti del gatto

 

A volte capita che i gatti mettano in atto una serie di comportamenti che noi dobbiamo essere in grado di interpretare per poterci ben relazionare con loro. La pratica di portarci delle prede sulla porta di casa,è un tipico comportamento materno, giacché il nostro micio ci considera delle vere frane nel procurarci delle prede, e cerca di ovviare a questa nostra presunta incapacità, tfoto gatti pino 027.JPGentando di insegnarci la giusta tecnica, così come ogni mamma gatta fa con i cuccioli. Con la comparsa di questo comportamento dovremmo definitivamente dedurre che, ormai, il gatto di casa è divenuto adulto. In realtà si ritiene che tutti gli animali domestici, che vivono in stretto contatto con l’uomo, rimangano a vita dei grandi cuccioli, e non divengano mai definitivamente adulti. Ciò si evince dalla pratica di impastare e fare le fusa quando ci vengono in grembo. Il cucciolo di gatto, infatti, esegue il tipico gesto dell’impastare durante la suzione del latte per favorire la montata lattea. Se questo comportamento è rivolto verso una persona, in quel momento il gatto sta identificando quella persona con la sua mamma, ed è quindi un’intima dimostrazione d’affetto. Tale pratica non si è mai osservata in un gatto adulto selvatico. Le fusa invece, sono un particolare suono emesso dai gatti di tutte le età (anche da quelli selvatici) ma il vero motivo per il quale è emesso non è del tutto chiaro. La maggior parte delle persone ritiene che le fusa siano solamente un modo con il quale il gatto dimostra il proprio benessere, e questo è certamente vero, ma si è osservato che i gatti fanno le fusa anche quando sono feriti o malati. Alcuni studiosi, quindi, ritengono che le fusa siano un comportamento utilizzato dai gatti per comunicare agli altri la propria disponibilità, un segnale d’assoluta mancanza d’aggressività, sia esso rivolto verso gli uomini che verso altri membri della propria razza. Il suono è emesso per la contemporanea contrazione di laringe e diaframma ed è continuo, poiché i gatti sono capaci di emetterlo sia in fase d’inspirazione sia d’espirazione, al contrario di quanto fanno alcuni altri grandi felini, che possono emettere questo suono solo in fase espiratoria. Un altro tipico comportamento del gatto è di strusciarsi sulle nostre gambe, soprattutto la mattina, quando gli forniamo il cibo o quando rientriamo a casa dopo un’assenza prolungata. E’ il modo in cui il nostro gatto ci saluta e c’identifica marcandoci con il suo odore. Infatti, se vi soffermate a osservare la sequenza del suo comportamento, vi accorgerete che egli comincia con lo strofinarci con la testa, per poi continuare con i fianchi e infine con la coda. Queste zone del corpo del gatto, sono ricoperte di particolari ghiandole marcatrici, specialmente la zona all’angolo della bocca e le tempie. Una carezza durante questo comportamento farà sì che una parte del nostro particolare odore si depositi sul manto del gatto, il quale subito dopo i dovuti convenevoli, comincerà a leccarsi per lavarsi il nostro odore.  I gatti non si puliscono il pelo solo per lavare il nostro odore, essi si lisciano il pelo molte volte il giorno, essendosi così guadagnati la fama d’animali molto puliti. Difatti lo sono, ma con la pulizia sono in grado anche di impermeabilizzare il pelo, tramite la secrezione di una sostanza grassa prodotta da alcune peculiari ghiandole sebacee poste alla base d’ogni pelo. Avrete forse notato, come durante una normale seduta di pulizia, il gatto mordicchi e tiri la sua pelliccia. Mordicchiandola è in grado di sciogliere piccoli nodi del pelo, tirandola invece, stimola la produzione di queste speciali ghiandole, leccandosi si spalma il secreto sul pelo. La pelliccia così trattata è in grado di proteggere il nostro amico dal freddo. Per proteggersi dal calore eccessivo, invece, bagna la pelliccia leccandosi abbondantemente il pelo, che asciugandosi, per effetto di un noto principio fisico, favorirà un abbassamento della temperatura corporea del gatto. Questo principio di termoregolazione corporea nel gatto è molto importante, poiché egli non possiede ghiandole sudoripare e, non è in grado di dissipare il calore in eccesso, tramite una respirazione a bocca aperta, come fanno ad esempio i cani. Questo continuo leccarsi del gatto, lo porta a ingurgitare notevoli quantità di pelo, specialmente durante il periodo della muta, che poi rigurgiterà sotto forma di palle di pelo. Una cosa che i gatti domestici proprio non sopportano, sono le porte di casa chiuse. Fosse per loro, una casa ne dovrebbe essere sprovvista e tanti bei saluti alla privacy. Anche questo però ha una sua spiegazione naturale. Il gatto in natura è sì un predatore, ma a causa delle sue ridotte dimensioni, può facilmente trasformarsi in preda; un costante controllo di tutto il suo territorio, possibilmente da un punto rialzato, si rende quindi necessario e, le porte chiuse, semplicemente disturbano questa sua attività. Ecco anche spiegato il perché alcuni di essi amano appollaiarsi in cima a un alto e magari prezioso mobile di casa; dall’alto la loro attività di controllo è certamente favorita. Essi sono in grado di comunicarci con il loro comportamento, anche se c’è qualcosa in loro che non va. Ad esempio: un gatto malato tende a nascondersi e a isolarsi, prova un enorme fastidio a essere accarezzato o toccato, passa molto tempo raggomitolato su se stesso e smette di alimentarsi, di pulirsi, di giocare. Assume un’espressione triste e porta la coda sempre bassa e piatta. In questo caso non si può far altro che far visitare il nostro amico, il quale però, quando torna dalla visita dal veterinario, se vive in compagnia d’altri gatti, può essere accolto da questi ultimi con ringhi o soffi. Ciò capita perché il principale organo di senso di un gatto è l’olfatto. Tornando da una visita veterinaria, il gatto malato si è impregnato di molti forti odori, perciò i suoi compagni sani, rimasti a casa, a un primo immediato riconoscimento olfattivo, semplicemente non lo riconoscono e lo scambiano per un intruso. A volte capita che mentre accarezziamo il nostro micio comodamente rilassati su una poltrona, questi cominci improvvisamente a sbavare. Niente paura, non è un segno di malessere, bensì il più gran segnale di fiducia che il nostro amico felino può tributarci. Al contrario, può capitare che mentre lo accarezziamo, improvvisamente ci morda e scappi. Questo comportamento, più frequente nei maschi che nelle femmine, è dovuto dal passaggio da uno stato remissivo a uno aggressivo. Capita frequentemente, infatti, mentre accarezziamo il ventre o il fianco del nostro amico. La posa che esso assume durante questa pratica, è una posa di sottomissione, e continuare per troppo tempo ad accarezzare il gatto in questa posizione, può far nascere nel nostro amico l’impressione che noi vogliamo attaccarlo e, reagisce, con un comportamento di difesa. Se possediamo un gatto maschio e lo utilizziamo per l’accoppiamento, possiamo notare come esso reagisce all’arrivo della femmina in estro con una particolare mimica facciale: apre la bocca e arriccia il naso respirando ripetutamente l’aria. Questo comportamento, che in etologia si chiama flehmen, si manifesta ogni qualvolta il nostro amico percepisce un odore particolarmente attraente, nel caso di una femmina in estro si tratta dei feromoni sessuali femminili. Assumendo questa tipica posa facciale, il gatto invia l’aria inspirata verso un particolare organo (presente in tutti i mammiferi tranne che nell’uomo e in alcuni altri primati), chiamato organo di Jacbson, che possiede delle capacità di rilevare gli odori molto elevate.  Vi sono altri bizzarri comportamenti che il nostro amico può mettere in atto. Uno dei più conosciuti dai possessori di gatti è l’improvviso mettersi a correre all’impazzata per tutta casa, come se fosse stato colpito da un’improvvisa folgorazione. Questo comportamento è determinato da un eccesso d’energia accumulata, cosa che capita frequentemente in soggetti che vivono in appartamento e non hanno la possibilità di poter dare libero sfogo alla loro esuberanza. Uno meno conosciuto e il vedergli sbattere i denti durante una battuta di caccia, che per il nostro amico domestico può benissimo attuarsi nei confronti di una mosca che gira per casa, quasi fosse stato colpito da un improvviso colpo di freddo. In realtà questo è un comportamento osservato anche nei gatti selvatici, ed è assolutamente istintivo. In questo modo esso manifesta la propria eccitazione per l’individuazione della preda, è come se battendo i denti, ripassi mentalmente il morso fatale che infliggerà alla sua vittima, non appena a tiro d’artigli. Ancora più sconcertante è la sua predilezione per gli oggetti fatti con il legno d’ulivo. Pare, infatti, che il legno d’ulivo renda i nostri amici felini particolarmente euforici, ecco perché amano mordicchiare, leccare o annusare questi utensili. La cosa più sconcertante è che pare che anche altri vegetali, quali: valeriana, menta, papiro o la comune erba gatta, esercitano su di loro lo stesso effetto. L’erba gatta in particolare possiede una sostanza: il nepetalattone, che ha una composizione chimica molto simile alla marijuana e, probabilmente, l’effetto che produce nei gatti è molto simile a quello che produce la marijuana negli umani. La sua efficacia è talmente comprovata, che molti giochi destinati al nostro felino, sono trattati con questa sostanza. Attenzione però a non abusarne, perché un eccesso può indurre degli spiacevoli cambiamenti d’umore nel nostro amico. Chi da quindi l’erba gatta al proprio gatto, come palliativo alla comune erba dei prati, commette un errore in buona fede. Il gatto, infatti, quando può liberamente cibarsi d’erba, ma anche d’altri vegetali, lo fa molto volentieri, per procurarsi un rigetto che lo libera dei peli assunti durante le operazioni di pulizia, ma con i vegetali esso assume anche acido folico, che non è in grado di metabolizzare da solo, di cui i vegetali sono ricchi. Un altro curioso comportamento dei nostri amici è di succhiare i nostri capi d’abbigliamento o addirittura un nostro dito. E’ un comportamento che si comincia a manifestare con l’inizio dell’età adulta, particolarmente in quei mici che sono stati prematuramente tolti alle cure materne. Ha quindi delle chiare connotazioni infantili che si riallacciano ai momenti in cui il gattino succhiava il latte dalla madre. A quanti di voi è capitato di osservare il proprio micio il quale, pur avendo una bella ciotola d’acqua fresca a disposizione, va a bere l’acqua contenuta nei sottovasi del balcone o, in qualsiasi altro luogo, tranne che nella sua ciotola? A molti vero, in effetti, questo è un altro tipico comportamento del nostro amico. Le cause più frequenti, affinché si manifesti, sono in genere tre: o l’acqua del rubinetto è eccessivamente clorata, e questo disturba il nostro gatto, o si è usato un detergente molto profumato, che ha lasciato delle tracce odorose sul recipiente utilizzato per l’acqua, o si è messo il recipiente dell’acqua troppo vicino alla ciotola del cibo. Quest’ultima affermazione ha bisogno probabilmente di maggiori chiarimenti. In un ambiente selvatico, al gatto l’istinto suggerisce di sospendere l’attività venatoria nei pressi delle abbeverate, le quali non sempre sono facilmente accessibili o reperibili. Si viene così a costituire una sorta di tacita tregua, tra le potenziali prede e lo stesso predatore, che permette a queste ultime di abbeverarsi senza che esse debbano temere per la loro vita durante l ’abbeverata, consentendogli perciò di dissetarsi e quindi di non morire di sete. Dal momento che il gatto identifica la ciotola dell’acqua come un punto d’abbeverata, se questa è posta vicino alla ciotola del cibo, lui semplicemente la ignora, preferendo dedicarsi al cibo per abbeverarsi da un’altra parte. Il sonno è per i gatti una necessità vitale per mantenersi in perfetta salute. Possono dormire per sedici ore al giorno e, purtroppo, da predatori notturni quali sono, preferiscono notevolmente dormire di giorno per dedicarsi di notte alle loro attività. In genere ciò non rappresenta un problema, perché la necessità di non commettere eccessivi rumori durante la caccia, fa sì che il nostro sonno non è disturbato dalle loro attività. Per un gatto dormire è però di fondamentale importanza se non vogliamo che si ammali in maniera anche piuttosto seria. Durante il sonno possiamo notare che il nostro gatto compie dei movimenti, in quel momento sta sognando. I sogni avvengono, così come per noi umani, durante la fase R.E.M. del sonno. E’ una fase importante del sonno, perché è quella in cui si dorme più profondamente e nella quale attraverso i sogni, il gatto rielabora le informazioni e gli avvenimenti recenti, trasferendoli dalla memoria temporanea a quella permanente.

bizzari comportamenti del gattoultima modifica: 2011-02-01T10:20:00+00:00da annaepino
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